La colonizzazione della Prussia

Conquista e colonizzazione

All’inizio del secolo XIIIl la Prussia, ovvero i territori baltici a nord-est della Polonia, delimitati a ovest dal fiume Vistola, a est dal Niemen e a sud dalle foreste e paludi della Masuria, erano abitate da varie tribù pagane, collettivamente dette Pruteni e solo in seguito Prussiani. Tali popolazioni erano dedite a un’agricoltura di sussistenza, con modeste coltivazioni di cereali e legumi. Si distinguevano particolarmente nell’allevamento, specialmente quello equino, e beneficiavano dei grandi giacimenti d’ambra, allora un bene molto ricercato in Europa, che scambiavano con sale, metalli lavorati e oggetti di lusso. Oltre a ciò i Pruteni erano dediti di frequente a razzie nei confronti dei territori polacchi, soprattutto il ducato di Masovia, con cui confinavano direttamente.

Il duca Corrado di Masovia tentò in vari modi di assogettare le tribù prutene per porre termine a tali incursioni ma con le proprie forze fallì nei suoi tentativi. Infine, nel 1226, decise di chiamare in proprio soccorso i cavalieri dell’Ordine Teutonico, ordine monastico-militare rivolto ai nobili di nazione tedesca, fondato ad Acri in epoca relativamente recente, nel 1191. Il principe polacco concesse ai cavalieri un piccolo territorio, la terra di Chełmno, intendendo servirsi dei cavalieri dell’ordine per aggredire e sottomettere le tribù prussiane mantenendo nei suoi confronti una condizione di vassallaggio. Ma fece male i suoi conti. I cavalieri intesero il patto stipulato con Corrado come una vera e propria concessione di sovranità e approfittarono degli ottimi rapporti del proprio Gran Maestro Ermanno di Salza con l’imperatore Federico II per ottenere da questi la Bolla d’Oro di Rimini (1226) e successive conferme pontificie per affermare la propria indipendenza dal principe polacco e sudditanza solo al Papato e al Sacro Romano Impero.

Tale situazione venne poi confermata grazie al fatto che l’interesse politico di Corrado si spostò verso le lotte intestine con gli altri principi polacchi accettando quindi la sovranità dei nuovi venuti.

L’Ordine procedette quindi alla propria stabilizzazione nella terra di Chełmno e alla progressiva conquista e riduzione dei territori prussiani confinanti, approfittando del fatto che la sua azione rivestì carattere di crociata per decisione papale. In tal modo militi e cavalieri soprattutto dalla Germania ma non solo da essa si aggiunsero alle forze dell’Ordine nelle spedizioni militari, assolvendo in tal modo il voto crociato e generalmente ritornando in patria in seguito. Il metodo fu quello di costruire dei castelli e da qui svolgere incursioni sistematiche nelle terre prussiane con l’aiuto dei crociati. Le incursioni, in genere coronate da successo, prevedevano la distruzione di alcuni villaggi e la costruzione di nuovi castelli per consolidare i territori conquistati. I Prussiani venivano sovente deportati e sottoposti a conversioni forzate ma non furono soggetti passivi di massacri indiscriminati e sistematici se non in occasione delle due grandi rivolte (1242-49 e 1260-74) che interruppero sanguinosamente il processo di conquista e colonizzazione. In Germania i teutonici promossero attivamente tramite agenti specializzati chiamati locatores e la propaganda ecclesiastica l’immigrazione in Prussia di piccoli nobili, mercanti, artigiani e contadini con promessa di concessioni di terre e importanti esenzioni fiscali. L’immigrazione, inserendosi nel più generale movimento dell’Ostsiedlung (colonizzazione verso est) fu numerosa, portò alla fondazione di città come Elbing (odierna Elbląg) e Königsberg (odierna Kaliningrad) e fu mirabilmente organizzata dalla efficiente amministrazione teutonica, che delimitò nei dettagli le varie concessioni di terre, i diritti e i doveri dei coloni e le condizioni di fondazione dei villaggi. La popolazione autoctona non fu però totalmente espropriata: mentre i contadini prussiani divennero servi dei nuovi padroni e coloni tedeschi, o talvolta direttamente dell’Ordine per le terre che questo ritenne, alle élites prussiane fu talvolta concesso di mantenere concessioni di terre, anche se con status diminuito rispetto ai nuovi coloni. Ma l’amministrazione dell’Ordine si distinse per la propria serietà anche nella gestione dei rapporti tra i vecchi abitanti e i nuovi venuti. Il sistema che si impose fu di tipo feudale ma fu caratterizzato in generale dalla modesta dimensione dei fondi agricoli concessi in feudo, con i fondi maggiori concessi soprattutto sui confini orientali e legati a obblighi di prestazioni militari. Non solo: socialmente molti coloni, ministeriales, cavalieri poveri e contadini più agiati, furono nobilitati dall’Ordine quale compenso di servizio prestato, spesso in campo militare. A differenza di quanto avvenne più a nord, in Livonia, la lingua e il diritto tedesco venne esteso anche ai Prussiani con la conseguenza che anche i contadini vennero progressivamente germanizzati. L’anno 1283 è considerato come quello in cui ebbe termine la fase di conquista e colonizzazione della Prussia.

L’Ordenstaat: evoluzione politica e sociale sino alla Riforma

In campo politico l’Ordine entrò in breve in conflitto anche con i potentati cristiani: i principi polacchi, i margravi di Brandeburgo, i duchi di Pomerania e di Pomerelia. Nel 1309 con un violento colpo di mano i cavalieri si impadronirono di Danzica, uno dei principali porti sul Baltico, città popolata soprattutto da mercanti tedeschi e formalmente soggetta alla Polonia. Nello stesso anno l’Ordine trasferì la propria amministrazione centrale, che sovrintendeva anche alle varie commende possedute nell’Impero, da Venezia a Marienburg (odierna Malbork), città fortificata fondata nel 1274 sulle rive del fiume Nogat in Prussia. Il territorio governato dall’Ordine (Ordenstaat) si configurava ormai come uno stato a tutti gli effetti che nel corso del XIV secolo si affermò come uno tra i più ricchi e meglio organizzati d’Europa. L’immigrazione e la colonizzazione tedesca aveva soppiantato anche numericamente la popolazione indigena e portato ad una notevole estensione delle terre coltivabili. Nel secolo precedente l’Ordine Teutonico aveva assorbito l’Ordine dei Portaspada che controllavano la maggior parte della Livonia (Terra Mariana) per cui anche territorialmente si trasformò in uno stato di tutto rispetto. Continuò la politica di espansione verso est confrontandosi ora soprattutto con la Lituania, l’ultimo stato pagano d’Europa, che tuttavia si dimostrò un duro avversario.La Samogizia, territorio della Lituania occidentale sul Baltico che avrebbe assicurato la congiunzione tra Prussia e Livonia, sfuggì sempre alla conquista teutonica.

I rapporti con la Polonia furono altalenanti ma non amichevoli: la situazione degenerò nel 1386 quando Polonia e Lituania si unirono sotto la dinastia degli Iagelloni ponendo una minaccia reale all’Ordenstaat. Scoppiò infine la guerra e le forze unite polacco-lituane sconfissero l’Ordine nella grande battaglia di Tannenberg il 15 luglio 1410. Tale data segna l’inizio del declino per lo stato dei monaci cavalieri. La pace con la Polonia, stipulata a Thorn (odierna Toruń) nel 1411, costrinse l’Ordine a pagare pesanti indennità di guerra il che si tradusse in aumento delle tasse. Questo provocò opposizione da parte delle città e della nobiltà che arrivarono ad appoggiarsi al re di Polonia. Tra il 1454 e il 1466 l’Ordine combattè nuovamente contro la Polonia ma anche questa volta fu sconfitto, subendo cospicue perdite territoriali, perdendo la capitale Marienburg e finendo economicamente esausto.

In campo economico e sociale si verificarono in questo periodo importanti trasformazioni, analoghe e per certi versi più marcate di quelle che si stavano avendo ad ovest, in Brandeburgo e Pomerania. Le città come Elbing e Königsberg subirono un significativo declino economico dovuto all’ingresso in forze nel commercio baltico di mercanti provenienti dai Paesi Bassi, che le tagliarono fuori dal lucrativo commercio con la Russia e la Polonia-Lituania. Danzica si salvò poiché essendo posta alla foce della Vistola mantenne il proprio ruolo nelle grandi esportazioni di grano. La nobiltà approfittò del declino dell’Ordine e delle città per ingrandire i propri possedimenti a scapito della piccola proprietà contadina, riducendo molti contadini liberi nei fatti in uno stato servile e dedicando le nuove grandi proprietà alla produzione di grano per l’esportazione, favorita da una crescita notevole dei prezzi dovuti alla maggior domanda in Occidente a seguito della crescita demografica. Mentre nell’ovest i contadini miglioravano la propria posizione con la progressiva abolizione della servitù della gleba all’est si verificò il fenomeno opposto, denominato seconda servitù della gleba. Il fenomeno fu esacerbato da due fattori in particolare: la debolezza dei principi territoriali, elettori di Brandeburgo, duchi di Pomerania e Ordine Teutonico e, all’inizio del secolo XVI, dalla Riforma protestante che spinse la nobiltà a razziare le grandi proprietà ecclesiastiche di capitoli e monasteri. Nel 1525 Alberto di Brandeburgo, ultimo Gran Maestro dell’Ordine Teutonico, si fece protestante e le proprietà dell’ordine vennero secolarizzate, Alberto diventando duca di Prussia vassallo del re di Polonia, mentre i cavalieri si spartirono buona parte dei territori e andarono ad ampliare i ranghi del ceto nobiliare, ora padrone indiscusso del paese. Nel 1618 il figlio di Alberto morì senza eredi maschi e il ducato fu ereditato dagli Hohenzollern principi elettori di Brandeburgo, un territorio più vasto ma molto meno abitato e molto più povero della Prussia.

Il Brandeburgo-Prussia degli Hohenzollern

A questo punto la struttura socio-economico della Prussia vedeva una nobiltà locale, originata dalle concessioni teutoniche medievali, spesso creata dall’Ordine a seguito di servizio militare, che aveva progressivamente esteso i propri possedimenti terrieri riducendo gli antichi contadini liberi a uno stato praticamente di servitù, senza alcuna mobilità sociale e/o territoriale. Questi nobili furono detti Junker, da Junger Herr, cioè “giovane signore”, quasi a ricordare la nascita relativamente recente di questa nobiltà. Le popolazioni prussiane erano completamente scomparse, venendo totalmente assorbite nella popolazione germanica. Tale nobiltà si ergeva assieme ai patriziati e ai borghesi delle città come effettiva detentrice del potere con la quale il principe territoriale, sempre a corto di risorse economiche, era costretto a contrattare. La situazione mutò radicalmente nella seconda metà del sec.XVII sotto il principe elettore Federico Guglielmo (1640-1688) a seguito dei numerosi conflitti armati con Svezia e Polonia che sconvolsero lo stato e costrinsero il principe al mantenimento costante di una importante forza militare.

Lo spregiudicato elettore usò in modo disinvolto la soldatesca non solo contro i nemici esterni ma anche per ridurre sistematicamente i privilegi delle città e della nobiltà, che persero nei fatti qualunque voce in capitolo per la determinazione dei livelli di tassazione: in tal modo mosse lo stato verso una vera e propria monarchia assoluta. La nobiltà, in particolare, barattò il mantenimento dei propri privilegi nella gestione delle grandi tenute agricole (corveés, vincolazione alla terra, giurisdizione interna) con il servizio allo stato. I nobili divennero burocrati, ufficiali e ministri degli Hohenzollern e tali rimasero nonostante le riforme di Stein e Hardenberg (1807-1816) che portarono all’abolizione della servitù della gleba determinata dalla necessità dello stato di riformarsi a seguito dell’invasione napoleonica. Ma non vennero espropriati e restarono classe dominante della Germania guglielmina venendo solo in parte marginalizzati sotto Weimar e il nazismo. Sarà necessario attendere i rivolgimenti successivi alla 2ª Guerra Mondiale, con la scomparsa politica della Prussia divisa tra Polonia e URSS e la nascita della Repubblica Democratica Tedesca, per vedere la cancellazione definitiva di questa élite economico-sociale che ha segnato profondamente la storia della Germania e per suo tramite dell’Europa.

Per approfondire:

Carsten, Francis, Le origini della Prussia (trad.ital.), Bologna, 1982

Christiansen, Eric, Le crociate del Nord. Il Baltico e la frontiera cattolica (1100-1525) (trad.ital.), Bologna, 2016

Friedrich, Karin, Brandenburg-Prussia, 1466-1806: The Rise of a Composite State, Londra, 2011

Górski, Karol, L’Ordine Teutonico. Alle origini dello stato prussiano (trad.ital.), Torino, 1973

Hagen, William, Ordinary Prussians: Brandenburg Junkers and Villagers, 1500-1840, Cambridge, 2002

Urban, William, The Prussian Crusade, Chicago, IL, 2000

Fonti:

Chronicon terrae Prussiae di Peter von Dusburg, trad.ingl., Amazon kindle, 2025

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