VITA MATHILDIS ANTIQUIOR (parte I)

Riprende la narrazione della dinastia di Sassonia analizzando le fonti letterarie coeve. Inizieremo questo โ€œviaggio letterarioโ€ con la Vita Mathildis Antiquior.

IL MONASTERO DI NORDHAUSEN E LA PERSONALITAโ€™ DIETRO Lโ€™OPERA

La Vita Mathildis Antiquior fu composta nel monastero di Nordhausen. Il monastero fu fondato da Matilde di Ringelheim nel 963, mentre il figlio Ottone I si trovava nel regno italico.

Nordhausen non ha unโ€™importanza pari al monastero di Quedlinburg o di Gandersheim, ma occupa un posto di primo piano per Matilde ed ella ne affida la cura tanto al figlio Ottone I quanto al nipote Guglielmo arcivescovo di Magonza.

Non solo, la personalitร  che si cela dietro la composizione della Vita Mathildis Antiquior lascia palesemente trapelare il proprio interesse per Nordhausen.

Ma chi si nasconde dietro lโ€™anonimato che dura da secoli? Il nome non lo conosciamo, ma studi sull’opera hanno consentito di farla uscire dal cono d’ombra i cui lei stessa si mise, perchรจ la nostra autrice รจ una monaca del monastero di Nordhausen.

Konrad Astfalck, La domanda di matrimonio di Enrico l’Uccellatore a Matilde di Ringelheim, 1896 (Centro di formazione per adulti di Helford) licenza di M.Kunz

Nel prologo della sua opera ella afferma: “Mentre molti tra i mortali, votati senza ragione agli studi mondani, espongono le vite degli uomini illustri diffondendole abilmente alle orecchie del popolo con stile filosofeggiante e favoloso, tentando di ottenere da ciรฒ il ricordo perpetuo del proprio nome o la grazia della benevolenza umana, noi scrivemmo con esattezza invece, per ordine del gloriosissimo imperatore Ottone, la vita meritevole dei suoi degnissimi familiari, come esempio per lui stesso e in seguito per i posteri. Non filosofando ma raccontando fatti reali”, inizio fortissimo dell’autrice della Vita Mathildis Antiquior.

I fatti narrati dalla nostra autrice sono veri, non invenzione. Ma ci vengono forniti ulteriori dettagli: lโ€™opera fu scritta durante il regno di Ottone I, per volontร  dello stesso Ottone I. Si inserisce nel contesto delle opere letterarie che costituiscono la “rinascita ottoniana”, una sorta di โ€œstrumentoโ€ con il quale la dinastia sassone cercรฒ di esaltare sรจ stessa anche da un punto di vista culturale.

Nellโ€™opera lโ€™autrice narra di avvenimenti relativi al regno di Ottone I e di Ottone II, citando gli avi del sovrano ma la protagonista indiscussa, per buona parte dellโ€™opera, รจ Matilde di Ringelheim, moglie di Enrico I l’Uccellatore e madre di Ottone I.

Matilde viene descritta come una bellissima ragazza, colta, retta, morigerata, generosa, seguรฌta dalla nonna paterna, la badessa del monastero di Herford dove la giovane venne istruita: โ€œNel monastero di Herford si trovava una certa bellissima ragazza, di nome Matilde, che veniva educata allo studio delle lettereโ€.

Le lodi sullโ€™aspetto e la grazia di Matilde giunsero alle orecchie del padre di Enrico I lโ€™Uccellatore. Questi inviรฒ due ambasciate per verificare se la giovane potesse essere una degna sposa per il figlio. La seconda ambasciata vide la presenza in incognito dello stesso Enrico I. Rimasto affascinato da lei, poco dopo e platealmente egli si ripresentรฒ con le insegne regali al monastero per chiedere la mano della ragazza.

Non mancano descrizioni poetiche della nostra autrice: “La ragazza, presentandosi, mostrava tali colori al viso: soffusa sulle guance bianche del rossore del fuoco, come candidi gigli mescolati a rose rosse giganti”.

L’incontro ebbe un esito piรน che positivo e i due giovani divennero marito e moglie.

Tre anni dopo le loro nozze, Enrico, morto il padre Ottone, divenne re dei Franchi orientali.

Narrando lโ€™elezione di Enrico I, lโ€™autrice si spinge fino a fare una allocutio alla Germania: โ€œO Germania, un tempo oppressa dal giogo di altri popoli, ma elevata ora dalla gloria imperiale, ama il re servendolo fedelmente e tenta di essergli dโ€™aiuto per quanto puoi; e, affinchรฉ non manchi un capo di quella stirpe, non smettere di sceglierlo, per non tornare allo stato di servitรน precedente, spogliata di tutte le cariche dโ€™onoreโ€.

Ricordiamo che lโ€™opera, secondo quanto riportato nel prologo dallโ€™autrice stessa, fu voluta da Ottone I per narrare le gesta dei suoi avi e non solo loro, ovviamente questa allocutio giova totalmente alla causa della dinastia di Sassonia che riesce a risollevare le sorti della Germania e a farla essere interprete di un periodo di splendore.

La coppia di regnanti, secondo le parole dell’autrice, fu perfettamente devota l’uno all’altra e Matilde ebbe una certa influenza sul marito, tanto da intercedere spesso per muovere a compassione il sovrano e modificare le sue posizioni.

E questo rientrerebbe nella logica della famiglia sassone le cui donne furono tenute in grande considerazione, divenendo, questa considerazione, una costante anche nella discendenza di Matilde ed Enrico.

Questi ultimi, insieme, si occuparono di opere di caritร  e di costruire monasteri, come quello di Quedlinburg, baluardo della dinastia sassone: โ€œQuindi il menzionato re e la sua degnissima moglie, accesi sempre piรน nellโ€™amore di Dio, occupandosi della cura dei cristiani, distribuivano, per quanti anni vivevano, innumerevoli offerte a tutti i monasteri circostanti e, dove non potevano essere presenti di persona, erano presenti con le ricchezze spedite con generositร . Compiendo con zelo queste attivitร , facendo edificare anche loro stessi dei monasteri, affidavano lo spirito al consiglio divinoโ€.

La regina Matilde fu una donna attiva nelle opere di bene, non fu mai oziosa, ma sempre pronta a dare l’esempio e compiendo anche dei miracoli (รจ l’ autrice che li definisce cosรฌ): nell’opera รจ narrato l’episodio di una cerbiatta che, ingoiata un’ampolla piena di vino, la restituisce integra per intercessione della regina.

Quando la regina si ammalรฒ, tenne per piรน di un anno segreta la cosa, ma prima che la sua ora terrena terminasse, decise di distribuire le sue ricchezze tra i monasteri e i poveri.

Tra gli ultimi incontri che ebbe con i suoi congiunti vanno ricordati quello con il nipote Guglielmo arcivescovo di Magonza, cui affidรฒ la sua anima e il monastero di Nordhausen.

“A te affido la mia anima; ti affido anche la comunitร  di Nordhausen, lasciata a sรฉ stessa, non solo perchรฉ venga amministrata da te, ma anche perchรฉ venga ricordata allโ€™imperatore, poichรฉ le dedico la massima attenzione, in confronto agli altri monasteri, dal momento che lโ€™opera non รจ ancora portata a termine”; e l’incontro con la nipote Matilde, figlia di Ottone I e badessa di Quedlinburg, il monastero dove il 14 marzo l’anziana regina spirรฒ.

Alla giovane che portava il suo stesso nome l’anziana Matilde diede consigli su come dirigere il monastero, essendo lei stessa esempio per tutte le consorelle.

Questa prima parte ha visto protagonista Matilde di Ringelheim.

Nella seconda parte, oltre ad analizzare il regno di Ottone I attraverso gli occhi della monaca di Nordhausen, si darร  spazio al ruolo dei monasteri fondati dalla dinastia, al ruolo della componente femminile della famiglia sassone e alla cultura come ancella del potere.

(segue)


Fonti:

La Vita Mathildis Antiquior e la scrittura femminile in epoca ottoniana. A cura di Chiara Stedile, con introduzione di Tiziana Lazzari. Pacini Editore, Pisa, 2023

N.B. Il libro riporta il testo in latino con la relativa traduzione a fronte, i passaggi tradotti qui riportati sono quelli dellโ€™opera stessa usata come fonte.

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