VITA MATHILDIS ANTIQUIOR (parte II)

(segue dalla parte I)

Poi, in seguito alla morte del venerabile re Enrico, quando si sedette sul trono del regno Ottone, il figlio maggiore, avvenne che la suddetta regina perseverò in una vedovanza di talmente grande virtù che a stento pochi, di entrambi i sessi, la avrebbero potuta eguagliare

Continua la narrazione della monaca di Nordhausen con un ulteriore passaggio benevolo, quasi pieno di ammirazione, nei confronti di Matilde di Ringelheim.

Qualche anno prima di morire Enrico I l’Uccellatore aveva preso una decisione che andava contro corrente rispetto la prassi dei Carolingi: egli non divise il regno fra i suoi figli, ma designò quale suo successore il figlio Ottone I.

Stabilì però una serie di zone di influenza assegnandole ad ogni figlio; pensava che in questo modo non ci sarebbero stati attriti e la successione di Ottone I sarebbe avvenuta senza intoppi.

Fu davvero tutto così?

Ma il provocatore di ogni male, nemico avverso, visitava istingandoli alcuni fra gli uomini più eminenti, che riferivano al re e agli suoi figli che questa custodiva una grandissima quantità di ricchezze che avrebbe dovuto restituire“.

La nostra scrittrice ci fornisce una informazione: tra Matilde e i figli subentrò un dissidio, una frattura dovuta alle ricchezze di Matilde. La nostra monaca trova un responsabile di questa frattura nel Male, infido istigatore di menzogne. Effettivamente una frattura tra Matilde e Ottone I ci fu, proprio per la successione orchestrata da Enrico I l’Uccellatore. Contravvenendo ai piani del marito, Matilde di Ringelheim sostenne la candidatura di Enrico, figlio porfirogenito, nato dopo la nomina di Enrico I a re dei Franchi Orientali. Invece Ottone I era nato prima di tale designazione, quindi non era un porfirogenito.

Le ricchezze cui si fa riferimento in questo passaggio sono i beni che Enrico I concesse a Matilde affinché fosse garantito, tra le altre cose, la lineare successione di Ottone I.

La frattura tra madre e figlio costrinse l’anziana regina a ritirarsi tra le sue terre, lasciando il regno.

molte calamità si abbatterono poi sul re Ottone, come a vendicare la madre, voltategli le spalle i trionfi della vittoria e le altre fortune. Infatti riposava in Matilde la madre del re, la grazia dello Spirito Santo ed ella aveva in Cristo moltissimo amore

Una lotta tra il bene e il male, sembrerebbe da come la racconta la nostra autrice. Ella sottolinea come i trionfi di Ottone I siano legati anche al rispetto verso la madre, venuto meno questo, vennero meno anche i trionfi.

EDITH, LA PRIMA MOGLIE DI OTTONE I

A questo punto della storia incontriamo un personaggio passato in secondo piano all’interno della dinastia sassone: Edith la prima moglie di Ottone I, figlia del re del Wessex. Nobilissima, ebbe un ruolo attivo nella riconciliazione tra il marito e la madre:”Non rattristarti, re mio Signore! Sei punito dai flagelli divini perché scacciasti dal regno la tua ottima madre, quasi come una sconosciuta. Venga dunque richiamata la santissima e possegga il potere regio in una posizione di preminenza, come è giusto.

Hugo Vogel (1855-1934) Arrivo di Ottone il Grande e di sua moglie Edith a Magdeburgo (1896)
Ständehaus, Merseburg

Ancora una volta viene sottolineato il notevole peso delle donne della dinastia di Sassonia all’interno della famiglia, i loro consigli e i loro pareri sono tenuti in grande considerazione.

Ottone I effettivamente si riconciliò con la madre e d’altronde non poteva fare diversamente perché ogni attrito significava una falla nel suo potere e, inoltre, riconsegnando alla madre i territori avuti in dote, egli stesso doveva poter contare sull’alleanza della madre, che con quei territori poteva rappresentare un limite al suo potere.

Poco dopo la riconciliazione tra Ottone I e la madre, Edith morì.

In passaggi molto veloci l’autrice narra gli eventi degli anni successivi che videro Ottone I dirigersi verso il regno italico per salvare Adelaide di Borgogna.

Un ulteriore breve passaggio della nostra autrice descrive una coppia regale, Ottone e Adelaide, allietata da figli bellissimi.

Per la nascita di ognuno di essi, Matilde si rallegrava, ma per la nascita di Ottone II disse “Questo, più nobile degli altri, è destinato a fornire a noi, suo lignaggio, qualcosa di straordinario per risonanza.”

Brevissimo cenno ma importante, una profezia.

PERCHÉ LEGGERE LA VITA MATHILDIS ANTIQUIOR

Perché leggere la Vita Mathildis Antiquior?

L’opera è importante sotto molti punti di vista. In primo luogo, fu scritta da una donna, di una discreta cultura. Una donna che scrisse di eventi storici restituendoci una “saga” famigliare sotto un’altra angolazione.

Seppur inserita nel contesto della rinascita ottoniana l’autrice riesce a trovare margini di manovra autonomi, spostando in alcuni momenti l’attenzione dalla famiglia regale al monastero di Nordhausen, legando la vita di esso ai membri della famiglia, sia a quelli che lo hanno fortemente voluto (Matilde), sia a quelli cui ha giovato (Ottone I), sia a coloro che dovranno averne cura (Ottone II e Teofano cui Nordhausen spetta in dote).

L’opera è importante per comprendere l’importanza dei monasteri non solo come luoghi di fede, ma come centri di cultura (custodiscono, trasmettono e diffondono cultura) e potere, emanazione fisica del potere regale.

Ultimo aspetto, le donne della famiglia sassone. Sono donne di alto lignaggio, straniere in una corte diversa dalla propria, sono stimate, rispettate dai consorti, conoscono il potere e come gestirlo. Sono decisive nei momenti più importanti della famiglia, baluardo degli interessi della dinastia sassone nei momenti di lontananza dei sovrani.

Fonti:

La Vita Mathildis Antiquior e la scrittura femminile in epoca ottoniana. A cura di Chiara Stedile, con introduzione di Tiziana Lazzari. Pacini Editore, Pisa, 2023

N.B. Il libro riporta il testo in latino con la relativa traduzione a fronte, i passaggi tradotti qui riportati sono quelli dell’opera stessa usata come fonte.

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